The Palio of Siena is trying to censor IHP
October 31st, 2011
We have just launched the petition “Stop using animals in the Palio” (at www.nopalio.it — click UK flag far upper right for English) and they are already trying to censor us. The Palio Promotional Association (Consorzio Tutela Palio di Siena) has sent us a letter stating that any photographs shot at the Palio should be “strictly for personal use”. We are accused of having published a photo of the central piazza of this Tuscan city while a race was being run, watched by hundreds, if not thousands, of people, most of them equipped with cameras.
According to the Association, a free citizen in Italy cannot shoot and publish a photo of a public event, founded seven centuries ago, which takes place on publicly owned land and is open to all. As if the City of Venice should try to prohibit tourists from posting the photos they took from the Rialto Bridge on Facebook.
We have requested the lawyers of the Palio Promotional Association to send us a copy of the official registration of the trademark “Palio di Siena”, but as of now they have not replied.
However, they have assured us that our right to criticize “is undeniable, if kept within the legally permissible limits”. Thanks a lot. Now we know that thinking, discussing and formulating opinions are rights that the Palio Promotional Association can courteously grant if it chooses to do so. We at IHP consider ourselves honoured to have obtained this right to criticism “if kept within legally permissible limits”. At school they taught us that “everyone is entitled to freely express his or her thought in words, writing, or any other means of dissemination” (Constitution of the Republic of Italy, Art. 21). They never told us about any Siena Promotional Association that can grant the right to criticize and set the legally permissible limits. But maybe this was just because our teachers weren’t from Siena.
Although this is laughable enough, it is beside the point, which is instead very serious. The incriminating photograph does not show a healthy, happy horse. It shows one of the many accidents that are making this event detestable to more and more people. What provisions are being taken by the organizers of this race? Are they looking for ways to keep these accidents from happening? No, they are just sweeping the dirt under the carpet by trying to prevent the publication of pictures that show what really happens. The letter in which the organizers of the event allow themselves to grant constitutional rights shows that the Palio in Siena seems to take place in another world. Even regarding legal questions, the Palio shows itself to be what it is: an event that is arrogant and heavy-handed toward both animals and humans.
ITALIAN
Il Palio di Siena tenta di censurare IHP
31 ottobre 2011
Abbiamo appena lanciato la petizione “fuori gli animali dai palii” (www.nopalio.it) e già arrivano i tentativi di censura. Il Consorzio Tutela Palio di Siena ci ha inviato una lettera in cui sostiene che l’utilizzo di foto scattate al palio sarebbe per “uso strettamente personale”; siamo accusati di aver pubblicato una foto della piazza centrale della cittadina toscana nel momento in cui veniva svolta una corsa seguita da molte centinaia se non migliaia di persone, la maggior parte delle quali armate di macchina fotografica.
Secondo loro in Italia un libero cittadino non può scattare e pubblicare una foto ad un evento pubblico, ideato 7 secoli fa, svoltosi in suolo pubblico e aperto indiscriminatamente al pubblico. Un po’ come se il Comune di Venezia pretendesse di vietare agli innamorati di pubblicare su facebook le foto che si sono fatti scattare sul Ponte di Rialto.
Abbiamo chiesto agli avvocati del Consorzio tutela del Palio la produzione di copia della registrazione all’ufficio marchi e brevetti dell’evento “Palio di Siena” ma per il momento non ce l’hanno inviata.
In compenso ci hanno rassicurati che il nostro diritto di critica “non è in discussione, se contenuto entro i limiti di liceità”. Grazie. Ora sappiamo che pensare, discutere ed opinare sono diritti che il Consorzio di Tutela del Palio può graziosamente concedere se gli aggrada. Noi di IHP ci riteniamo onorati di aver ottenuto tale possibilità di critica “purchè entro i limiti di liceità”. A scuola ci hanno insegnato che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” (Costituzione Rep. Italiana, art. 21); non ci hanno mai parlato di un ente chiamato Consorzio Tutela Palio di Siena che concede il diritto di critica e ne disciplina la liceità. Ma forse la colpa è degli insegnanti che non erano senesi.
Al di là del troppo facile umorismo, il punto è un altro ed è purtroppo molto serio. L’immagine incriminata non ritrae un cavallo in situazione di benessere, ma uno dei tanti incidenti che rendono la manifestazione così odiosa a sempre più persone. Quali provvedimenti prende l’organizzazione della gara? Trovare soluzioni perché gli incidenti non avvengano? No, semplicemente nascondere lo sporco sotto il tappeto tentando di impedire la pubblicazione di immagini che mostrino la realtà. La stessa formulazione della lettera dove gli organizzatori della gara si permettono persino di concedere diritti di rilevanza costituzionale, rivela come quando si parla di palio a Siena sembra di essere in un mondo parallelo. Anche nelle forme legali, il Palio dimostra di essere quello che è: un evento arrogante e maldestro con tutti gli animali, umani e non-umani.
End.

Vivian…
IHP’s site seems to be down.
Is there another way to access?
Yes!
http://www.horseprotection.it
http://www.nopalio.it
click on the British flag for English version!
Antonio.
Grazie molto, Antonio!
il palio non si smette cercate di capillo animalisti d questo caxxo
statevene a casa, che non ci sarà corteo contro al palio a siena, a siena non è democrazia per poter fare un coreteo contro al palio e argomento chiuso
non ti ci mettere contro il consozrio, che poi legalmente vi denuncia e dovrete dare un risarcimento danni
io fossi in voi chiuderei qua la pquestione e ritirerei laa petizione, onde evitare spese legali e risarcimento danni da dare al consorzio, poi liberi d agire, ma ricordatevi che la denuncia in caso di violazione è dietro l’angolo